Per oltre dieci anni, Social Day ha rappresentato nel nostro territorio molto più di un’iniziativa di solidarietà: uno spazio concreto di protagonismo giovanile, in cui persone giovani hanno potuto mettersi in gioco, assumersi responsabilità e contribuire, a partire dal proprio contesto, a progetti di solidarietà internazionale.
Per questo, la decisione di non realizzare l’edizione di quest’anno a Vicenza – per la prima volta dall’avvio del progetto – non è una semplice sospensione organizzativa, ma un passaggio che ci interroga profondamente.
Social Day si fonda su due pilastri: solidarietà e protagonismo giovanile. È proprio su quest’ultimo che oggi emergono le principali difficoltà. Nel tempo, studenti e studentesse hanno sviluppato competenze organizzative, relazionali e di cittadinanza attiva.
Come racconta una studentessa coinvolta: “È un po’ come un trampolino di lancio per un mondo che non conosco ma a cui sono interessata. È un luogo dove posso imparare, mettermi in gioco e speriamo divertirmi.”
E ancora: “…la scuola è un luogo di crescita e apprendimento e questo non si ottiene solo attraverso le solite lezioni, ma anche attraverso attività extracurricolari”.
Queste parole restituiscono il valore di un apprendimento vivo, in cui esperienza e consapevolezza si intrecciano.
Le persone giovani non sono disinteressate: partecipano quando vengono coinvolte in modo autentico. Chiedono però modalità più flessibili, spazi meno rigidi e linguaggi più vicini alla loro esperienza. Oggi questi spazi faticano a esistere: non siamo riusciti a trovare un equilibrio tra partecipazione diffusa sul territorio ed esigenze organizzative, di tutela e burocratiche del sistema scolastico.
La scuola resta un nodo fondamentale, ma è sempre più attraversata da complessità che limitano tempi, energie e possibilità di sperimentazione. Non si tratta di responsabilità individuali, bensì di un tema strutturale che rende più difficile aprire spazi di autonomia reale.
Allo stesso tempo, diventa essenziale individuare modalità più dirette e autentiche di coinvolgimento. In questo, il ruolo delle istituzioni locali è cruciale: possono valorizzare le iniziative e offrire opportunità concrete di partecipazione. Anche gli strumenti digitali rappresentano una leva strategica per comunicare, coinvolgere e attivare le nuove generazioni.
Costruire cittadinanza attiva oggi significa mettere in relazione scuola, istituzioni, comunità e giovani. Rafforzare questa alleanza educativa è fondamentale per offrire esperienze significative e trasformative.
La sospensione del Social Day non è una rinuncia, ma un momento di passaggio. Ci invita a ripensare strumenti, linguaggi e collaborazioni, interrogandoci su quanto spazio siamo disposti a lasciare alle giovani generazioni e su come costruire contesti realmente abilitanti.
Come cooperative sociali del territorio, sentiamo la responsabilità di non disperdere quanto costruito. Continueremo a lavorare perché Social Day possa tornare, anche in forme nuove, mantenendo intatto il suo valore: essere uno spazio che parla con le persone giovani, non solo di loro.
Questa pausa non è una fine, ma una domanda aperta rivolta alla comunità educante: siamo pronti e pronte a creare le condizioni per un protagonismo giovanile autentico?
INSIEME Società Cooperativa Sociale a r.l.
TANGRAM Società Cooperativa Sociale a r.l.

